La via della Salute

Come stai?

È “la frase d’esordio nel mondo”, per dirla con Brunori Sas.
Una domanda comune, quasi automatica, alla quale spesso rispondiamo altrettanto automaticamente: bene, tutto bene.

Poi cambiamo argomento.

E invece, dentro quella domanda, ci sarebbe moltissimo da esplorare.

Come sto, oggi?
Come sto, proprio adesso?

Possiamo rispondere in fretta. Possiamo affidarci a ciò che pensiamo di dover dire, all’immagine che abbiamo di noi o alla storia che ci raccontiamo da tempo. Oppure possiamo fermarci e provare ad ascoltare davvero.

Per sentire come stiamo non basta controllare che non ci sia niente che non va. Serve attenzione. Serve uno sguardo profondo, capace di tenere insieme il corpo, i pensieri, le emozioni, le relazioni, l’ambiente in cui viviamo e il momento che stiamo attraversando.

Perché l’essere umano è complesso. E complessa è anche la salute.

Siamo abituati a immaginarla come una linea retta: se mangio bene, se mi muovo, se dormo abbastanza, se non bevo, se faccio tutto quello che dovrei fare, allora starò bene. Se lavoro nel modo giusto, otterrò quel risultato. Se mi impegno abbastanza, arriverò esattamente dove avevo previsto.

Ma la vita non procede così.

La linea che rappresenta la Via della Salute non è dritta. Cambia direzione, torna indietro, si interrompe e poi riparte. A volte avanza lentamente, altre volte compie uno slancio improvviso. Può portarci lontano da dove pensavamo di andare e farci incontrare qualcosa che non avevamo previsto.

Non è una traiettoria perfetta. È un processo.

La salute non è soltanto assenza di malattia e non coincide con uno stato ideale da raggiungere e conservare per sempre. È la possibilità di rispondere a ciò che accade, di adattarsi, riorganizzarsi e trovare, momento dopo momento, un equilibrio possibile.

Il corpo lo fa continuamente.

Siamo un insieme di funzioni, relazioni, impulsi, fluidi, strutture, memorie ed esperienze strettamente interconnessi. Viviamo immersi in un ambiente fisico, affettivo e sociale unico e irripetibile. Tutto questo partecipa al modo in cui stiamo.

Il corpo cerca stabilità attraverso il cambiamento.
Attraverso il movimento.

Ogni giorno prova a trovare una risposta sostenibile agli stimoli che incontra. Modifica la respirazione, il tono, la postura, il ritmo, il modo in cui distribuisce le proprie risorse. Non sempre la soluzione che trova corrisponde a quella che avremmo scelto consapevolmente, ma è la migliore possibilità che ha saputo costruire in quel momento.

Intraprendere la Via della Salute significa imparare a osservare questo processo.

Non significa diventare perfetti. Non significa fare sempre la cosa giusta, rispettare ogni regola o aderire senza deviazioni a un modello prestabilito di benessere. Anche ciò che non consideriamo salutare, qualche volta, può rispondere a un bisogno reale di quel momento.

La domanda, allora, non è soltanto: questa cosa mi fa bene o mi fa male?

La domanda può diventare: di che cosa ho bisogno, oggi? Che cosa sto cercando? Che cosa mi sostiene davvero?

Percorrere la Via della Salute significa ascoltarsi senza giudizio, rispettare il punto in cui ci troviamo ed essere gentili con ciò che siamo capaci di fare adesso. Significa compiere un passo, fermarsi quando serve, cambiare strada e concedersi anche la possibilità di tornare indietro.

Significa accettare che non possiamo controllare tutto.

Possiamo però restare presenti, aprire le braccia a ciò che accade e coltivare un’estrema fiducia nella capacità della vita di trasformarsi.

Questa è la fede nel processo.

Non la certezza che tutto andrà come avevamo immaginato, ma la disponibilità a incontrare ciò che sarà. A lasciarci muovere dall’esperienza. A riconoscere che, anche quando non vediamo ancora la direzione, qualcosa dentro di noi sta cercando una strada.

La Via della Salute si costruisce così: passo dopo passo.

Perché la salute non è una destinazione.

È una via.

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