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Il mio approccio

Il mio approccio

Il mio lavoro non è quello di “aggiustare” le persone.

Il mio compito è creare le condizioni perché il corpo possa ritrovare la salute.

Questa idea nasce dall’osteopatia, ma attraversa tutto ciò che faccio. Credo che ogni essere umano possieda una straordinaria capacità di adattarsi, autoregolarsi e trasformarsi. A volte, però, gli adattamenti costruiti nel tempo non sono più sufficienti e compare il sintomo.

Per questo nei miei trattamenti non cerco di risolvere il sintomo.

Sostengo la salute, in modo che sia il corpo a risolvere il sintomo.

Ogni persona ha una storia diversa. Siamo tutti costruiti secondo la stessa anatomia, ma ciascuno sviluppa adattamenti unici in risposta alle esperienze vissute, agli eventi, alle abitudini, allo stress, al movimento e alle relazioni.

La valutazione osteopatica parte proprio da qui.

Attraverso il colloquio, l’osservazione e alcuni test specifici cerco di comprendere il tuo modo di muoverti, di respirare, di organizzare la postura e di distribuire i carichi. Mi interessa capire non solo il sintomo, ma il modo in cui tutto il sistema si è organizzato attorno ad esso.

Ogni trattamento nasce da questa osservazione.

Non esiste una tecnica migliore in assoluto: esiste la tecnica più adatta alla persona che ho davanti, in quel preciso momento.

Per questo il mio lavoro integra approcci diversi. L’osteopatia biodinamica dialoga con l’educazione al movimento, al respiro e alla consapevolezza corporea. Il trattamento non riguarda solo i tessuti, ma anche il sistema nervoso, la percezione del corpo e la capacità della persona di ritrovare fiducia nelle proprie risorse.

Durante il percorso prestiamo attenzione anche a come il sintomo influenza la tua vita quotidiana, alle strategie che hai sviluppato per conviverci e ai tempi con cui il tuo organismo è in grado di cambiare. La salute non si impone: emerge quando le condizioni lo permettono.

Per questo non considero il trattamento come qualcosa che faccio su una persona, ma come un processo che costruiamo insieme.

Seduta dopo seduta il corpo scopre nuove possibilità di adattamento, nuovi schemi di movimento, nuovi equilibri. Quello che prima era un circolo vizioso può diventare un circolo virtuoso.

La salute è già presente.
Il mio lavoro è aiutarla a emergere.

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