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Diaframmi corporei

Ti starai chiedendo perché parlo di diaframmi al plurale: il diaframma è uno solo, giusto? La risposta è no. Il diaframma più conosciuto è quello toracico, spesso protagonista di molte filosofie e discipline del benessere. Ma non è l’unico diaframma del nostro corpo.

Prima di tutto vorrei farti soffermare sul significato della parola diaframma. La definizione che troviamo sul vocabolario Treccani è: elemento (chiuso o provvisto di aperture) che serve a dividere un ambiente, una cavità, un recipiente in parti, a limitare la portata di correnti fluide, l’ampiezza di fasci luminosi, e simili, dall’uno all’altro degli scomparti da esso determinati.

Ora prova a pensare a quanto è complesso e perfetto il tuo corpo, e prova a domandarti quanti elementi di separazione sono necessari per la sue molteplici funzionalità. Probabilmente, se lo avessi costruito tu, un divisorio solo non ti sarebbe bastato.

Ogni piano trasverso del nostro organismo può essere definito diaframma.

Sono cinque i diaframmi principali che regolano l’omeostasi e l’autoregolazione del corpo. Abbiamo il diaframma toracico, il diaframma pelvico, il diaframma dello stretto toracico, il diaframma buccale e il diaframma del tentorio del cervelletto. Andiamo a localizzarli e analizzarli insieme.

Il DIAFRAMMA TORACICO è circoscritto dalla parte terminale della gabbia toracica, segna il confine che c’è tra le ultime vertebre dorsali e le prime lombari. È definito il motore funzionale della respirazione. Immaginati una cupola che si alza e si abbassa ad ogni tuo respiro: sopra di lui ci sono i polmoni e il cuore, sotto di lui ci sono lo stomaco, il fegato, e tutti gli organi addominali. Attraverso di lui passano vasi e nervi fondamentali per la nostra sopravvivenza (l’aorta, la vena cava, il dotto toracico e le vene azygos, il nervo frenico, il nervo vago ecc.).

Il DIAFRAMMA PELVICO è il pavimento pelvico, e si trova nel tuo bacino: è abbracciato da pube, iliaco e sacro, definito da ischio e coccige. Possiamo paragonarlo a una ragnatela di tessuto connettivale, dove proprio come il ragno percepisce la preda imprigionata nella tela grazie ai movimenti, tutte le strutture immerse e avvolte dalla fascia avvertono i cambiamenti di tensione e di funzione. Cosa c’è al suo interno? Vescica, utero e retto, e tanti tantissimi vasi.  Partecipa alle funzioni urinaria, fecale, sessuale, riproduttiva, della statica pelvica e alla biomeccanica del cingolo pelvico.

Lo STRETTO TORACICO SUPERIORE è dove finisce il collo e iniziano le spalle: se prendi una penna e unisci sterno, clavicole, prima costa, quell’articolazione della spalla che si chiama acromion-claveare, e prima vertebra toracica, otterrai un disegno ovale. Questo spazio all’interno è lo stretto toracico. Offre passaggio al sistema vascolare e al sistema linfatico, al pacchetto vascolonervoso del braccio. Gli apici polmonari fanno capolino proprio qui. È lo scudo del tuo corpo, che protegge e dona vita.

Il DIAFRAMMA BUCCALE è il pavimento della tua bocca. Hai presente la tua lingua? Ecco, quasi. Per essere precisi è un muscolo della tua lingua, il muscolo miloioideo, che si inserisce ai due lati della mandibola. Se sollevi la tua lingua davanti allo specchio puoi vederlo, e noterai anche il frenulo linguale, che collega la parte mobile della lingua al pavimento stesso. Quello che non puoi vedere sono le ghiandole salivari, ma ci sono.

Il TENTORIO DEL CERVELLETTO è localizzato nella parte posteriore del tuo cranio: è un setto trasversale di forma semilunare che ricopre il cervelletto e su cui si appoggiano i lobi occipitali degli emisferi cerebrali. Immagina una vela a forma di semicerchio che una volta toccati l’osso temporale, il parietale e l’occipite, si incrocia con altre due vele all’interno del tuo cranio (la falce del cervello e la falce cerebellare). Questo disegno delinea un’area ben precisa su cui si adagiano i vasi principali del tuo cervello (seno petroso superiore, seno trasverso, seno retto e seno sagittale).

Adesso che li puoi disegnare, prova a immaginarli come piani del tuo “palazzo” corpo. Ogni piano è di fondamentale importanza per la tua sopravvivenza, ogni piano è la casa di organi vitali. Per tutta l’altezza del palazzo, di piano in piano, corrono fili elettrici e tubi idraulici: i tuoi vasi, i tuoi nervi. E le scale? L’ascensore? Sì, ci sono anche loro! La cosa che rende il corpo umano una macchina perfetta, studiata nei minimi particolari, sono proprio i collegamenti che abbiamo tra piano e piano.

I diaframmi sono connessi tra loro da relazioni neurologiche e vascolari, fisiologiche e funzionali, ma anche e soprattutto da relazioni fasciali.

Sono strettamente correlati e interconnessi l’un l’altro dal sistema fasciale, e si influenzano a vicenda. Il corpo è un continuum fasciale e questi cinque diaframmi sono studiati per muoversi in modo ritmico e coordinato. Infatti, quando respiri si alzano e si abbassano in sincronia (almeno in teoria). E se, ad esempio, il diaframma toracico si abbassa durante l’inspirazione, anche il pavimento pelvico si abbasserà.

Che succede se un diaframma subisce un’alterazione? Cosa accade dopo un trauma, un intervento, ma anche a seguito di una bronchite o durante una gravidanza? Quante cose possono influenzare il corretto funzionamento dei tuoi diaframmi? Tantissime! Una struttura può andare in disfunzione per miriadi di ragioni, e il tuo corpo può sviluppare altrettante reazioni diverse.

Iniziamo da qui: i diaframmi corporei possono essere vettori di salute o di malattia. Quando uno di essi subisce una restrizione di movimento andrai incontro a un disturbo fasciale, linfatico e circolatorio, che si ripercuoterà negativamente sulla tua salute.

Puoi approfondire leggendo gli studi effettuati da Bruno Bordoni, Osteopata Fisioterapista ricercatore.  Ecco il suo libro, che ho studiato e amato!

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Irene

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