Simona Rinaldi
Fisioterapista – disabilità motorie e caregiver.
CHI SEI?

Sono una persona semplice, riservata e affidabile. Non amo particolarmente apparire, preferisco esserci e sostenere.
Tendo a creare legami profondi con le persone e con i luoghi in cui mi sento bene. Forse anche per questo ho trascorso gran parte della mia vita professionale nello stesso ambiente, costruendo nel tempo relazioni basate sulla fiducia e sulla continuità.
Sono molto legata al senso del dovere, alla puntualità e all’ordine. Allo stesso tempo sono una persona emotiva e, negli anni, ho cercato di imparare ad ascoltare di più, lasciando spazio anche a ciò che le persone hanno da raccontare oltre a ciò che posso osservare professionalmente.

QUAL E’ STATO IL TUO PERCORSO DI FORMAZIONE?

Dopo il diploma all’Istituto Magistrale, nel 1991 mi sono iscritta alla Scuola per la Formazione dei Terapisti della Riabilitazione di Pisa, concludendo il percorso nel 1995 e iniziando subito a lavorare come fisioterapista.
Negli anni ho seguito diversi corsi di aggiornamento, soprattutto in ambito ortopedico. Più recentemente mi sono avvicinata al Movimento Biologico, partecipando a diversi stage svolti proprio a Spazio Vitale.
Una parte fondamentale della mia formazione, però, è arrivata dall’esperienza quotidiana e dal contatto con le persone. Più di trent’anni di lavoro mi hanno insegnato che ogni persona porta con sé esigenze, caratteristiche e possibilità diverse e che ciò che proponiamo deve sapersi adattare a chi abbiamo davanti.

DI COSA TI OCCUPI A SPAZIO VITALE?

A Spazio Vitale mi occupo principalmente di un progetto dedicato ai caregiver.
L’obiettivo è creare uno spazio che sia finalmente rivolto a loro: alle loro esigenze, alle loro necessità e anche alle loro paure.
Prendersi cura quotidianamente di un’altra persona può portare, nel tempo, a mettere in secondo piano se stessi e il proprio corpo. Attraverso il movimento cerchiamo quindi di aiutarli a ritrovare uno spazio personale, adattando il lavoro alle situazioni che affrontano ogni giorno e alle risorse di ciascuno.
L’intento è riportare al centro la persona, non soltanto il suo ruolo di caregiver: il suo corpo, i suoi bisogni e la possibilità di tornare a sentirsi.

CHE COS’E’ PER TE IL MOVIMENTO?

Per me il movimento è salvezza.
Mi ha aiutata tante volte a ritrovare una dimensione di tranquillità nei momenti in cui l’avevo persa.
È anche un bisogno. Ho bisogno di muovermi, a volte di andare piano, altre di andare veloce e di faticare. Ho bisogno di sentire il mio corpo, di ritrovarne la percezione e il contatto.
È attraverso il movimento che riesco ad ascoltarmi e a riconoscermi. E ciò che ritrovo mentre mi muovo rimane anche quando mi fermo, permettendomi di continuare a sentirmi nel riposo e nell’ascolto.

SE DOVESSI DESCRIVERE SPAZIO VITALE IN UNA PAROLA, QUALE SAREBBE?

È la sensazione che provo ogni volta che entro a Spazio Vitale: un’apertura degli occhi, dei polmoni, degli arti, ma anche del cuore.
Un’apertura che permette di lasciare spazio, respirare e distendersi, creando le condizioni per stare bene.

COSA PUOI FARE CON ME

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